PROMARE: è stato tradotto maluccio

Promare. L’avete visto al cinema. Ne avete comprato i dvd. Forse ne avete acquistato l’edizione digitale… In ogni caso, secondo la mia opinione, l’edizione italiana del film è stata tradotta piuttosto maluccio! Non ve lo aspettavate, eh?

Nota di aggiornamento del 02/12/2020 ore 14:47: questa che state leggendo è una versione rivista dell’articolo originale, pubblicato il giorno 01/12/2020 alle ore 13:27. Noi tutti di Studio Trigger Italia abbiamo ritenuto che la versione precedente non fosse ben in linea con gli intenti della stesura, e che in qualche punto risultasse fraintendibile. Abbiamo allora alleggerito qui e lì la forma di alcune frasi di contorno e delle critiche mosse, ne abbiamo approfittato per tagliare ciò che era superfluo e sistemare la posizione di un paio di blocchi e abbiamo rimosso alcuni elementi e riferimenti che potrebbero aver toccato, senza intenzionalità, varie sensibilità a diversi livelli. Se ciò è accaduto di questo ce ne scusiamo. La sostanza è comunque rimasta inalterata. Auguriamo a tutti buona lettura!

INTRODUZIONE

Dunque, in questo lungo (ma in realtà riassuntivo) articolo analizzeremo assieme quelli che ritengo essere i difetti della traduzione italiana, a firma Dynit, del primo lungometraggio firmato STUDIO TRIGGER: Promare.

Questa NON È QUINDI una recensione generale. Per la mia recensione generale, cliccate sul riproduttore incorporato qui sotto; in questa ho parlato sommariamente di tutto, sia di traduzioni sia di doppiaggio.

Per quanto riguarda il DOPPIAGGIO in sostanza ho già detto tutto lì. No invece per quanto riguarda la traduzione, cioè quello che dicono i personaggi.

Quando girai quel video non avevo infatti sotto mano i testi giapponesi, e potei dare solo una valutazione a grosse linee, frutto di controlli a campione. Poi “il copione” l’ho avuto, l’ho studiato per intero… e oggi vi svelo quello che ho scoperto.

Delle scoperte, queste, che ora mi portano a dare la seguente personale valutazione: se inizialmente avevo dato all’edizione italiana di Promare un voto compreso tra il 7 e l’8, oggi quel punteggio inevitabilmente scende, e diventa 6/7.

Come mai? Perché per l’appunto secondo me diverse traduzioni, in numero considerevole, lasciano a desiderare.

I DIFETTI DELL’EDIZIONE DYNIT

E bene, fatta l’introduzione, ora specifichiamo questo: relativi alle battute, che tipo di errori di localizzazione ci sono nel film? Diversi e di differente natura.

Partendo bassi abbiamo:

  • Semplificazioni
  • Innaturalezze discorsive
  • Tagli di varia tipologia
  • Frasi che suonano equivoche
  • Errori di lingua italiana
  • Traduzioni sbagliate di lieve gravità

Questa elencata è la prima classe di difetti. Certo, sorvolabile, ma comunque classe di difetti. Portando avanti un mio esempio, è un po’ come se avete acquistato una macchina e poi ve la danno con dei graffi.

A seguire ci sono difetti di traduzione di media gravità, dove le cose cominciano a fare rumori strani, ci sono delle inceppature, improvvisi giri di volante… La vostra macchina però tutto sommato va. Che ciò avvenga può dar fastidio ma comunque va.

E poi ci sono difetti di traduzione di dimensioni notevoli, in un caso in particolare addirittura di peso grave a mio avviso perché compromette la giusta comprensione del finale. La vostra macchina, in tali punti, è come se andasse improvvisamente fuori percorso o addirittura allo sbando.

La macchina, si precisa, nonostante tutto arriva al suo traguardo, e quanto meno, io reputo, in passabili condizioni generali. Tuttavia… se voi acquistate una macchina volete una macchina in ottime condizioni, e che funzioni benissimo, no? Dopotutto avete anche pagato!

Col film succede una cosa analoga, di grado chiaramente inferiore ma comunque analoga.

Non è mia volontà con questo articolo individuare le responsabilità di questi difetti, né voglio mettere in cattiva luce coloro che hanno lavorato all’edizione. Tutte persone di grande esperienza, che rispetto e di cui ho una buona opinione. Ci soffermeremo dunque semplicemente su ciò che ci è arrivato, sulle frasi dette dai personaggi.

QUALCHE DOVEROSA PREMESSA

Prima di iniziare a dissezionare l’edizione italiana, premettiamo dieci importanti cose:

1) L’edizione italiana di Promare non è da bocciare. Presenta numerosi difetti, e questo ritengo che sia un dato di fatto, ma non è affatto da buttare. E non è nemmeno da considerare come una sorta di “nuovo caso Evangelion”. Numericamente la maggior parte dei dialoghi sono infatti corretti. L’ho detto anche prima tra le righe, facendo un esempio visivo: la macchina/film arriva comunque tutto al suo traguardo, e in condizioni generali quanto meno passabili.

2) Tra la versione doppiata e la versione sottotitolata presente nelle pubblicazioni home-video first press non ci sono differenze, in pratica. Ci sono piccole, piccolissime differenze e parliamo nella maggior parte dei casi di punteggiatura e presenza o assenza di singole parole. In altri casi, più rari, parliamo invece di semplici divergenze di forma, e vedremo nel corso dell’articolo due casi specifici esemplificativi a riguardo.

Ne approfitto per ringraziare Stefano Guidi e Jacopo Manetti che mi hanno dato una grande mano per effettuare i controlli di comparazione tra versione doppiata e versione sottotitolata. Grazie ragazzi, grazie ancora!

3) I confronti che riporterò saranno comunque, per una forma di facilitazione per la lettura, principalmente con la versione doppiata, quindi tra doppiato italiano e frasi originali in giapponese. Per ogni battuta verrà in aggiunta indicata la traduzione che propongo io.

4) Ogni battuta riportata nella versione da me proposta è stata controllata più e più volte per essere sicuri che fosse in sync (cioè coincidente a livello di tempi con i movimenti della bocca dei personaggi o con la durata delle scene).

5) Da parte mia non c’è nessunissima presunzione di dire che le mie proposte di traduzione possono essere le uniche esatte. Magari un altro traduttore potrebbe proporre altre rese, che comunque sarebbero valide.

6) Le battute che andremo ad analizzare sono una selezione delle battute presenti nella versione Dynit. Questo per il seguente trio di motivi: MOTIVO A) Per non scrivere un libro piuttosto che un articolo, MOTIVO B) Per non dare a questo scritto nessunissima connotazione indagatoria, e MOTIVO C) Per cercare di non fornire a nessuno la possibilità di approfittarsene, del lavoro da me svolto.

7) Qualora qualche soggetto si approfitti delle traduzioni qui da me proposte per creare e distribuire illegalmente una versione del film diversa da quella messa in commercio da Dynit dovrà essere ritenuto responsabile di ciò egli ed egli soltanto; o loro, in caso di pluralità di soggetti. Questo in base al fatto che tale articolo ha come unico fine quello di critica, così come prevede la legge e in particolare le leggi in materia di diritto d’autore (NdA: il film è composto da circa 1400 linee di dialogo, in questo articolo ne prenderemo in analisi scarso una quarantina, quindi un neanche il 3% del totale).

8) Chi è che ha redatto questo articolo è stato il traduttore della serie Little Witch Academia. Lo scritto è dunque a firma di una persona che ha studiato lingua giapponese e che ha esperienza in materia di traduzioni.

9) In alcuni punti si parla di “traduzioni sbagliate”, tuttavia si precisa da subito che con tale etichetta non ci si vuol riferire né direttamente né indirettamente al lavoro svolto dalla coppia di traduttori che ha lavorato a Promare. In tali parti verrà utilizzata solo come espressione di comodo, di facile comprensione, in alternativa a “localizzazione ” o “trasposizione”. Chi scrive, ripeto, è conscio alla perfezione che questa o quell’altra cosa potrebbe essere legata non a loro ma ad altre figure, che hanno lavorato sull’edizione italiana.

10) In alcune sezioni il tono dell’articolo virerà verso lo scherzoso: questo non nell’intenzione di deridere ma solo e unicamente per alleggerire il peso della lettura. Lo ripeto: NON per deridere o prendere in giro. Questo da parte mia assolutamente no.

Allora, detto questo possiamo adesso entrare nel vivo dell’analisi. Procediamo con ordine, e partiamo dalla classe dei difetti di gravità più bassa sopra elencata.

SEMPLIFICAZIONI E INNATURALEZZE

Di semplificazione vediamo giusto un esempio. A metà film, quando Vulcan va a stanare i burnish, il Colonnello della Freeze Force osserva tra sé e sé:

«Non avevo notato che ci fossero così tanti vulcani qui attorno: ottimo nascondiglio».

In originale tuttavia diceva in conclusione una cosa diversa, più fine e articolata:

«周りに火山が多くて気づかなかったぜ. 灯台もと暗しってやつか»

Ovvero:

«Non avevo notato che ci fossero così tanti vulcani qua attorno. ll posto più scuro è sempre sotto il faro».

Vulcan usa quindi in originale una metafora, un detto. Il quale, per quanto non facente parte del repertorio italiano, ritengo che fosse di facile comprensione e che non suonasse affatto male in italiano. Per me era dunque da mantenere. Senza contare che credo sia anche molto interessante, e scommetto che più di una persona se lo sarebbe addirittura segnato (e infatti io così ho fatto).

In alternativa si sarebbe potuto anche optare per qualche analogo nostrano, di detto popolare, o per espressioni che più rendessero il senso della frase originale, come ad esempio “Erano proprio sotto il naso“.

[*Nota: i dizionari, circa parola toudai (灯台), riportano principalmente due significati: “faro” e quello che in inglese potremmo tradurre con light stand, dove con quest’ultimo si intende nello specifico vari tipi di antichi supporti nipponici per candele o lampade. Per tradurre il detto di Vulcan si potrebbero scegliere adattamenti come “candela” o “candeliere”, ma alla fine ho preferito attenermi all’altro termine, fornitomi dai dizionari: l’immagine evocata era comunque efficace nonché fedele al significato, e inoltre “faro” ha il vantaggio di essere più conciso rispetto a termini come “candeliere”. In ogni caso, optare per altre parole in sostituzione di “faro” non lo ritengo sbagliato: sono alternative.]

Passiamo ora subito a tre casi di innaturalezze.

1)

Nei primi minuti del film, Galo atterra con uno schianto sul tetto del grattacielo in fiamme. Le persone lì presenti dicono: «Ma è morto?», «Sì, è senz’altro morto». Poi però all’improvviso, senza secondo me ben legarsi a quanto detto da queste persone, il Galo dell’edizione Dynit dice: «Sono ancora vivo!!»

Io ritengo invece che meglio sarebbe stato fargli dire ad esempio:

«Macché, sono ancora vivo!!».

Facendo dunque così, o in modi simili, si fa in modo che la frase non suoni come scollegata, e che Galo risponda a quanto detto da quelle persone. Ovvero, in pratica:

«Ma è morto?», «Sì, è senz’altro morto», e lui risponde con:

«生きてるよ~ !», ossia, «Macché, sono ancora vivo!!»

Leggendo, sentite la differenza?

L’errore di localizzazione qui reputo stia allora nel fatto che la frase è arrivata da noi come forma di traduzione nuda e cruda: in originale il ragazzo non antepone alcuna formula di negazione (nessun “no” o “macché”), in quanto la negazione di risposta è sottointesa. Questo è un modo di replicare tipico della lingua nipponica, dove per l’appunto non sempre è necessario controbattere facendo precedere un sì o un no. Questo però vale in giapponese, in italiano è diverso: noi ne abbiamo più bisogno. E questo era proprio uno di quei casi in cui a mio avviso era indispensabile.



2)

I Mad Burnish vengono trasferiti in un altro luogo della prigione dove sono stati rinchiusi, e Lio dà ai suoi il segnale per agire. In giapponese prima si rivolge a loro chiamandoli per nome e poi gli dice “Yaru zo”, ossia letteralmente “Facciamolo”, e così è stata resa nell’edizione Dynit.

Battuta questa che però in tale situazione a mio avviso suona innaturale, in italiano. Trovo invece più naturale ad esempio: «Meis, Gueira, […] è il momento».

“È il momento” perché poi (ricordiamolo) loro avevano progettato, di far evadere gli altri burnish dal luogo di concentramento. Era nel loro piano. Quindi, ”Meis, Gueira, è il momento di agire, proprio come da piano”.

3)

Quando il Lio Dé Galon sta per atterrare sulla Parnassus, Kray comanda:

«通常火薬弾頭も使用![…] 命令だ 撃て!»

Nell’edizione Dynit abbiamo avuto:

«Usate anche i missili ordinari. È un ordine, fuoco!»

Ordinari, ordine… la parola in sostanza si ripete, ed è piuttosto innaturale sentirlo. Stride alquanto, secondo me. Penso allora che sarebbe stato meglio invece ad esempio un più fluido:

«Usate anche i missili normali. È un ordine, sparate!»

TAGLI VARI

Seguono ora esempi sia di tagli di pezzi di battute sia di tagli di altra tipologia.



1)

A inizio film, durante le prime operazioni di salvataggio, Aina dice:
«58階は救助完了して移動中».

Ossia: «Salvataggio al piano 57 completato, transito in corso».

Nell’edizione Dynit manca “transito in corso/transito in atto”: svista?

2)

Prendiamo ora qui in analisi questo caso, seppur a dirla tutta “il taglio” si ripete anche in altre parti del lungometraggio.

Galo fa la sua entrata in scena, e con baldanza dichiara:

«このガロ様が来たからにはもう安心していいぞ»

La battuta Dynit è stata: «Ora che è arrivato Galo non c’è nulla da temere!»

Questa la versione che propongo: «Ora che è arrivato il Grande Galo non c’è più nulla da temere! »

In battute del genere sono stati quindi tagliati i “-sama” di Galo. Per chi non lo sapesse “-sama” (様) è un suffisso tipico della lingua giapponese, che tipicamente lo si pospone ai nomi di persona. Di base, se si pospone un “-sama” nei confronti di qualcuno significa se ci si sta rivolgendo a quella persona in maniera molto rispettosa: potrebbe essere il direttore di una società, o il capo di un villaggio. E possibili rese in italiano possono essere “Illustre Signor X”, oppure “Potente Nome Vattelapesca”. Se però il parlante stesso vuol parlare di sé e pospone al suo nome il suffisso “-sama” questo vuol dire che si sta dando delle arie oppure, meno boriosamente, si sta dando un tono di importanza. Ed è proprio quello che fa Galo. In più di un punto nel film. In quei frangenti lui parla di sé stesso volendosi dare un’aria da figo.

Di conseguenza, una versione corretta della battuta su citata può essere per l’appunto:

«Ora che è arrivato il Grande Galo non c’è più nulla da temere!»

Si potrà obiettare però che anche dicendo qualcosa del tipo “Ora che è arrivato Galo” già si possa avere l’impressione che il giovane pompiere si voglia dare importanza. Questo è vero ma: 1) varrebbe qui e non altrove, e 2) sottolineiamolo, forse si può avere l’impressione. È una possibilità. Lo spettatore tanto potrebbe averla tanto potrebbe non averla, l’impressione, io credo. E comunque sono dell’idea che suoni più debole rispetto a inserire un aggettivo prima del suo nome. E Galo è un personaggio che vuol dare sempre una forte, immagine di sé: il linguaggio, le parole usate, nell’edizione Dynit avrebbero dovuto secondo me rifletterlo qui, tale aspetto della sua caratterizzazione.



3)

La squadra cerca di convincere Galo di non affrontare da solo i Mad Burnish. Lui però, sicuro delle sue risorse, afferma con energia:

«放火魔を見過ごしたとありゃ男がすたる! »

Battuta che nella versione Dynit è stata:

«E se ora lascio scappare questi piromani, ne andrebbe del mio onore!»

Qui ritengo che manchi “da uomo”, ossia “ne andrebbe del mio onore di uomo“. Si precisa però: i dizionari come traduzione dell’espressione otoko ga sutaru (男がすたる) non riportano il termine “uomo”; si limitano a proporre semplici rese neutre come ad esempio “perdere la faccia”. E in traduzione, nella maggior parte dei casi, in effetti l’utilizzo di una resa neutra risulta più congrua. Tuttavia nell’espressione la parola “uomo” c’è comunque. Infatti:

男= otoko, ossia uomo, maschio

が= particella che marca il soggetto

すたる= cadere, decadere, infangare

Mantenendoci stretti l’espressione vuol in pratica significare:
“Guastare agli occhi degli altri la propria immagine di uomo”.

Esiste di essa anche una variante al femminle, onna ga sutaru (女がすたる), “guastare agli occhi degli altri la propria immagine di donna”.

Una resa più corretta trovo allora che sarebbe dovuta essere ad esempio:

«E se ora lascio scappare questi piromani, ne andrebbe del mio onore di uomo!»


Come mai? Perché mantenere la parola “uomo”? Dopotutto i dizionari in traduzione non la riportano, ci siamo detti.

La ragione sta nel fatto che il mantenere questa parola sarebbe stato perfettamente compatibile con la scrittura del personaggio di Galo. Insomma chi scrive è dell’idea che Galo intendesse proprio questo: “onore di uomo”. Il ragazzo fa infatti riferimento più di una volta a queste cose “da uomo”. Ad esempio più un là afferma che “gli uomini portano le proprie medaglie sul petto”. Perciò si sarebbe dovuto mantenerla. Più in là nell’articolo poi torneremo, su questo aspetto.


4)

Quando Galo descrive cos’è un matoi, a un certo punto in originale cominciava a parlare in modo strano: quella era la tipica parlata del teatro kabuki. Per quanto bizzarra per me doveva essere mantenuta. Perché?

  1. Perché gli autori così hanno ideato questa scena.
  2. Perché rende questa parte ancora più divertente.

    3. Perché se fosse rimasta, ciò che segue avrebbe acquisito un maggior significato, ovvero parliamo della reazione stranita di Meis e Guira: “Ma è scemo?, “Sì, è scemo”.

E perché dicono che Galo è scemo? Lo dicono in quanto lo sentono parlare sì di cose sconosciute, sì con un tono da fanatico ma a un certo punto… pure con una parlata stranissima, quasi da squilibrato!

Una soluzione di mezzo sarebbe potuta anche essere qualcosa simile a quanto fatto nell’edizione in lingua inglese, dove Galo non parla in “falsetto kabuki” (passatemi il termine) ma con dei picchi di voce che vanno verso l’alto.

Anche a livello di sottotitoli, la cosa la si sarebbe potuta rendere: ad esempio giocando con prolungamenti vocalici e alternando lettere minuscole e lettere maiuscole.


FRASI EQUIVOCHE

Il titolo del paragrafo dovrebbe parlare da sé, ma specifichiamolo lo stesso: parliamo di quelle battute che da parte del pubblico possono essere interpretate diversamente, a differenza di quanto accade in giapponese.


1)

La Burning Rescue sta accorrendo sul luogo dell’incendio che si verifica a inizio film. Gli operatori già sul posto si domandando quando arriveranno i rinforzi, e in risposta Lucia replica con:

«はいはい, もうすぐ着きますよー»

La resa Dynit è stata: «Sì sì, ecco che ci siamo!»

Questa invece la resa che propongo: «Sì, sì… due minutini e arriviamo!»

La localizzazione Dynit di questa frase reputo che sia equivoca perché non si capisce bene se Lucia stia dicendo “Sì, tra poco arriviamo” o se volesse intendere “Ho quasi finito di fare tutti i settaggi con ciò con cui sto armeggiando”. Si precisa, quello che dice Lucia è che la Burning Rescue è in procinto di arrivo.

La frase originale trovo inoltre che abbia un un retrogusto di sfottò misto a un certo senso di sicurezza, per questo quel “due minutini”: proprio per fare in modo che si capisse che da un lato il personaggio è abituato a fronteggiare situazioni rischiose e dall’altro per dare alla battuta per l’appunto quella velatura di presa in giro nei confronti di chi era già sul posto ma non riusciva ad avere la meglio sulle burnish flare.

2)

Questo è un caso che ho deciso di inserire per due motivi: il primo è che suona effettivamente equivoco. Il secondo è che con esso… voglio alleggerire un po’ la lettura di questo articolo: quindi, in (minima) parte sono sì serio ma in parte sto anche scherzando!

Allora, in questa sequenza Aina trova Galo al lago ghiacciato. Dopo che il giovane spiega alla ragazza il perché fosse andato lì, le domanda:

«じゃあ なんでお前は来たんだよ»

La battuta Dynit è stata: «E tu allora? Perché sei venuta

Ehm… Non c’è bisogno di spiegarlo perché suona equivoco, vero?

Lo dice subito a seguire anche Aina: Ma che domanda è?

Comunque sia, io sarei più per un meno ambiguo:

«Tu invece? Perché sei qui?»

Insomma, l’alternativa esisteva.

ERRORI DI LINGUA ITALIANA

Qui e lì nel film è notabile qualche erroruccio scappato. Vediamo quali.


1)

Galo si presenta al pubblico, e afferma:

«俺の火消し魂に火がつくぜ! »

La battuta Dynit è stata: «Tutto questo fa ardere la mia anima DA pompiere!»

“Anima DA pompiere”…?

Perdonatemi ma… che vuol dire “anima da pompiere”?

Esiste ad esempio il fucile da caccia, che si utilizza PER la caccia; esiste il cappello da poliziotto, che si indossa PER far vedere che si è un poliziotto. Ma che cosa sarebbe un’anima da pompiere?

Cioè Galo possiede un’anima… che utilizza per fare il pompiere?

Trovo che sarebbe stato corretto se invece avesse detto:

«Tutto questo fa ardere la mia anima/fa ardere il mio spirito DI pompiere!»

Infatti: anima, più complemento di specificazione, di pompiere. Ovvero, Galo dice che ha un’anima “nata” per fare il vigile del fuoco, che vibra, che si smuove al solo sentir parlare di spegnere degli incendi.

Detto questo, facciamo una piccola nota sul termine spirito, che io preferisco. Termine, spirito, di cui già nella recensione generale avevo spiegato come secondo me suona più forte rispetto ad anima, e che quindi è più coerente con la passione con cui parla Galo. Ma, a parte questo, qui in questa battuta in analisi ha anche un altro pregio: a differenza di anima, spirito in italiano suona qua in aggiunta più congruo, perché con spirito si può intendere anche la “motivazione” che fa agire qualcuno per qualcosa. Ovvero, ciò che dice Galo, coerentemente con quanto affermato in originale, lo si può intendere anche come “Tutto questo fa ardere la mia motivazione di fare il pompiere”.

«Tutto questo fa ardere il mio spirito di pompiere!», quindi.

2)

I Mad Burnish fanno la loro comparsa, e Remi spiega che:

«リーダーと2人の幹部だけは逃走中でした»

Frase Dynit è stata: «Ma il capo e due luogotenenti erano ancora latitanti».

Tuttavia trovo che una più corretta traduzione sarebbe dovuta essere ad esempio:

«Ma il capo e due alte cariche erano ancora latitanti».

L’errore sta per come la vedo io nella resa di kanbu (幹部), che è stato localizzato con luogotenente. Ora, al di là dei vari significati di luogotenente, in generale il luogotenente è colui che detiene temporaneamente in vece di qualcun altro il potere su un luogo. E luogotenente è di certo una delle possibili rese, di kanbu. Ma luogotenente è un grado di stampo militare, e Meis e Gueira non sono militari.

Sarebbe stata quindi perciò secondo me molto più fedele ad esempio la resa “due alte cariche”, sia per quanto appena detto sia per via del fatto che in originale di base questo si suol intendere con kanbu: ovvero “quelli che fanno parte del tronco, della parte principale di qualcosa”, quelli dei piani alti; le alte cariche.

3)

Arriviamo adesso a parlare di quella che secondo me è la frase chiave della pellicola:

«燃えていいのは魂だけだ»

Traduzione letterale: «Ciò che arde e va bene è solo l’anima/solo lo spirito».

Nella versione Dynit abbiamo sentito: «L’unica cosa che deve ardere è la tua anima».

A parte la differenza tra i suoni che compongono le parole spirito e anima (spirito è più forte, anima è più dolce, l’abbiamo appena detto), l’appunto che muovo è sul significato del termine “dovere“.

“Dovere” in italiano è un verbo modale che può esprimere:

  1. Una necessità – «Devo mangiare, altrimenti muoio».
  2. Un comando, o un obbligo – «Devi ringraziare Maria».
  3. Una previsione sicura – «Domani Marco deve compiere quindici anni».
  4. Un’ipotesi abbastanza certa – «Il professore dev’essere nel suo laboratorio».

Ricostruiamo la frase in analisi tenendo conto di quanto appena detto:

  1. «L’unica cosa che ha necessità di ardere è la tua anima».
  2. «L’unica cosa che è d’obbligo che arda è la tua anima».
  3. «L’unica cosa che arderà è la tua anima».
  4. «L’unica cosa di cui sono abbastanza sicuro che arda è la tua anima».

In nessuno di questi casi l’utilizzo del verbo modale “dovere” è coerente col significato originale della frase. Infatti quello che a mio avviso dice Galo è che l’unica cosa che DOVREBBE ARDERE, l’unica cosa CHE PUÒ ARDERE, perché moralmente accettato da lui e moralmente accettato dalla società, è l’anima/lo spirito.

Vale a dire: a te Lio che mi dici che bruci le cose perché ne senti la necessità, ti rispondo che me ne frego, perché per l’unica cosa ammissibile è che ci si infiammi dentro. Questo è il senso di ciò che dice Galo, imho.

Quindi al massimo quella frase sarebbe dovuta essere resa con qualcosa del tipo: «L’unica cosa che dovrebbe ardere è la tua anima», perché se arde solo quella va bene. Oppure, «L’unica cosa che può ardere è la tua anima: se brucia qualche altra cosa non va bene.

Si annota: la battuta la si potrebbe vedere anche come una forma di consiglio che Galo dà a Lio durante il combattimento. Però secondo me non ha proprio senso vederla così, perché i due stanno combattendo. Se le stanno dando di santa ragione e a un certo punto Galo… dovrebbe dare un consiglio a Lio? Vero che risponde a quanto affermato dall’avversario, ma il senso di quello che dice il giovane vigile del fuoco, mi sembra chiaro, non è un consiglio, è proprio un volere controbattere tanto a livello fisico tanto a livello di idee: Galo dice a Lio che lui è per l’appunto dell’idea che l’unica cosa che è ammissibile che arda è soltanto lo spirito.

Quindi questa a seguire è una delle traduzioni possibili che ritengo più corrette:

«L’unica cosa che può ardere è il nostro spirito!»

4)

Dopo la cattura di Lio ad inizio film, Vulcan dice a Galo:

«異議は裁判所で申し立てろ»

La localizzazione Dynit è stata: «Se hai delle obiezioni, le dirai in tribunale».

Le obiezioni però più correttamente, non si dicono, si fanno. Faccio un obiezione, muovo un’obiezione. E infatti, cos’è un obiezione? È un’opposizione argomentativa: muovo un’opposizione, faccio opposizione… non dico opposizioni.

«Se hai delle obiezioni, le farai in tribunale», sarebbe quindi dovuta essere una possibile localizzazione più corretta.

5)

Prima di dare il colpo finale che segna la conclusione del primo round tra Galo e Lio contro Kray, il pompiere grida a gran voce:

«今 消してやるよ… あんたのくだらねぇ野望の炎もなぁ!»

[Lett.: ora le spegnerò… le fiamme delle tue “kudarane yabou” (くだらねぇ野望)]

Resa Dynit: «Estinguerò qui e ora le fiamme della SUA assurda sconfinata ambizione!!»

Resa che propongo: «Kray, spegnerò qui e ora le fiamme delle TUE idee scellerate!!»

Apriamo innanzitutto una parentesi: a un certo punto del film Galo, per la delusione e la rabbia, inizia a non rivolgersi più a Kray in maniera cortese. C’è un cambio di registro, perciò quel TU. Questo succede anche nell’edizione Dynit, ma in tale punto forse c’è stata una svista. Oppure si è voluto trasformare la battuta da una forma in seconda persona com’era in originale a una in terza persona, quindi passando da una modalità in cui Galo si rivolge direttamente all’antagonista a un’altra in cui lo fa indirettamente, continuando a parlare con Lio. Se è questo quello che è successo, io sono dell’opinione che non c’era nessun bisogno di farlo. Se si è pensato che la frase suonasse ambigua sarebbe bastato inserire il nome di Kray, e allo spettatore sarebbe risultato più che chiaro che il ragazzo si stesse rivolgendo non più al Mad Burnish ma al Governatore.

Ciò detto, qui trovo che l’errore in questa frase sta più che altro nell’utilizzo della parola “ambizione“. Che sì, è una possibile resa di yabou (野望). Ma, appunto, non è l’unica resa. Cosa facilmente intuibile anche se non si conosce la lingua, se si tiene conto del contesto. Kray non ha infatti nessuna ambizione. Kray vuole semplicemente mettere in atto UN PIANO, di emigrazione. Piano che Galo trova assurdo.

Ambizione in italiano sta ad indicare un forte desiderio, di connotazione personale o collettiva: ambizione di potere, ambizione di grandezza, ambizione di eccellenza…

Una traduzione più vicina al senso di quanto dice il ragazzo è l’inglese “sinister designs”. La cui mia proposta di resa in italiano è “idee scellerate”, o “idee malvage”.

E cos’è un atto scellerato infatti? È un atto che si compie con fini malvagi, criminosi. Ed è quello che secondo me Galo accusa a Kray: le tue azioni, gli dice, sono cattive e io farò di tutto per spegnere le fiamme della TUA malvagità.

Ambizione invece qui non trova a mio avviso coerenza con quanto lui dice. Tant’è che se proviamo a riformulare la frase diversamente otteniamo: «Spegnerò qui e ora il tuo assurdo forte desiderio», e si capisce immediatamente che la cosa non trova appunto coerenza, con i fatti mostrati durante il film.

6)

Kray porta Lio nel cuore della Parnassus e gli dice:

«君は人類存続の神話となる».


La resa nell’edizione Dynit è stata:

«Diventerai il mito fondatore del genere umano».

Diventerai il mito fondatore“…

Un essere umano però non può diventare una storia, non può diventare un libro. Cosa è successo allora? È successo che la frase è arrivata a noi piuttosto letteralmente. Sarebbe stato dunque necessario un adattamento, come il seguente che propongo:

«[…] Entrerai nel mito della sopravvivenza dell’umanità».

TRADUZIONI SBAGLIATE DI LIEVE GRAVITÀ

Andiamo adesso a vedere alcune traduzioni sbagliate di lieve gravità che a mio avviso ci sono nell’edizione italiana del film. Parliamo di tutte quelle frasi il cui senso di fondo diverge in piccola parte dall’originale, oppure di quelle frasi che sono diverse anche in maniera pesante ma che essendo di categoria d’importanza minore non pesano tanto, sulla qualità finale della localizzazione.



1)

Battuta originale: «現場到着»

Localizzazione Dynit: «Equipaggiamento!»
Localizzazione MIA: «Okay, sono dentro!»

現場到着 = arrivo sul posto, arrivo sulla scena

2)

Battuta originale: «バーニッシュそのものが悪いわけじゃない»

Localizzazione Dynit (dopp.): «Quello che gli sta succedendo non è certo colpa loro».
Localizzazione Dynit (sott.): «Quello che accade non è certo colpa loro».

Localizzazione MIA: «Quello che gli succede non è colpa loro».

Aina parla della mutazione burnish. Mutazione che accade in loro da ben trent’anni. Non è solo una cosa di quei giorni, “gli sta succedendo”. Più corretta è la versione della frase nei sottotitoli, che presenta secondo me però il difetto di essere imprecisa: trovo che non si capisca bene a che cosa, dei Burnish, Aina stia facendo riferimento in quel momento.

3)

Battuta originale: «おやじ!インフェルノ ・ ボルケーノ ・マルゲリータピザ追加だ!»

Localizzazione Dynit: «Signore! Ci porti altre Inferno Margherita Vulcano!»
Localizzazione che propongo: «Zietto! Portaci altre Inferno Volcano Margherita!»

Perché questa era sbagliata? Beh, ce lo suggerisce l’espressione di Aina, mi sembra più che chiaro: la ragazza non si sorprende per il fatto che Galo ordini altre pizze, ma per la confidenza con cui il ragazzo si rivolge al pizzaiolo. Osservate bene la scena e ve ne accorgerete anche voi. Galo al pizzaiolo dà del oyaji (おやじ), ed è proprio a questa parola che Aina sobbalza.

In questo caso, lessicalmente parlando, una resa più fedele di oyaji sarebbe “vecchiotto”, oppure “vecchietto”. Tuttavia entrambi i termini presentano dei problemi: il pizzaiolo non è così avanti con gli anni per essere verosimilmente chiamato “vecchietto”; e “vecchiotto” all’orecchio italiano potrebbe suonare qui come un insulto: e Galo, semplicemente, si prende la confidenza. E allora, dato che un’altra delle possibili rese di oyaji è (il proprio) padre, io propongo l’adattamento “zietto”. Quindi una parola informale che da un lato richiamasse l’immagine di una persona avanti con gli anni e dall’altra un certo senso di familiarità, e dunque di confidenza.

“Signore” invece, per quanto corretto da dizionario, non suona informale. Tornando alla reazione di Aina infatti, perché mai lei avrebbe dovuto sgranare gli occhi al sentir di “Signore” da parte di Galo?



4)

Battuta originale: «それからは頭を冷やす時はここに来ることにしてる»


Frase Dynit: «[…] da allora ogni volta che voglio schiarirmi le idee vengo sempre qui».

Frase che propongo: «[…] da allora quando voglio raffreddarmi/calmarmi vengo sempre qui».

Galo va al lago letteralmente per raffreddare i bollenti spiriti, non per capire che cosa fare. Non ha nessun dubbio o perplessità di sorta, vuole solo calmarsi (atama wo hiyasu 頭を冷やす = raffreddare la testa, quindi calmare la propria rabbia).

5)

Battuta originale: «プロメア災害に備えて製造しておいた超兵器!»

Frase Dynit: «L’arma definitiva preparata per fermare la devastazione dei promare!»

Frase che propongo: «La super arma costruita per fermare la devastazione dei promare!»

La parola chou (超), indica un qualcosa che va oltre un dato livello. La parola “definitivo” invece vuol dire che oltre quella cosa non c’è altro: si è raggiunto il massimo punto. Se in originale fosse davvero stato “arma definitiva” trovo che sarebbero stati utilizzati altri termini al posto di chou, come ad esempio kyuukyoku (究極).

(Segue poi un “Deus X Machina!” detto senza nessuna enfasi (comica) che invece c’era in giapponese! Questa non gliela perdono, ahah [scherzo])

6)

Battuta originale: «私の役目はここまでだ, じゃ»

Localizzazione Dynit: «Il mio compito finisce qui, addio!»
Localizzazione che propongo: «Il mio compito finisce qui, ciao».

La parola ja (la cui pronuncia è “gia”) è una forma di saluto molto informale. Ha un significato molto prossimo a “ci si vede” o “alla prossima”. Addio invece significa “a Dio”, ovvero: la prossima volta che ci vedremo sarà dinanzi a Dio, nell’Aldilà. Di conseguenza è di fatto un “a mai più rivederci”.

Nelle ultime battute del dialogo tra V-Prometh e Galo e gli altri, sono dell’idea che è notabile un abbassamento della formalità, cosa che conferisce alla sequenza un taglio che vira sempre più verso il comico (cosa non tanto avvertibile nell’edizione italiana Dynit). Per questo alla fine il Dottore saluta tutti con un più semplice “ciao”, secondo me.

TRADUZIONI SBAGLIATE DI MEDIA GRAVITÀ

E con queste le cose cominciano a farsi piuttosto serie. Vediamole assieme una a una.

1)

Galo ha sconfitto Meis e Gueira e invita Lio a combattere, col suo solito fare da spaccone. In giapponese lui dice:

«偉そうに踏ん反り返ってねぇで. 正々堂々 勝負して・・・あっ みやがれってんだぁ!»

La frase Dynit è stata:

«Invece di fare quella posa arrogante… vediamo di sfidarci in modo pulito, d’accordo?»

Tuttavia una resa più fedele ritengo che sarebbe dovuta essere qualcosa come:

«Smettila di darti tutte quelle arie. Scendi da lì e affrontami! Da uomo a uomo!»

Dov’è qui l’errore? Beh, innanzitutto c’è da precisare che secondo me è stato fatto più di un errore.

Come prima cosa, in originale Galo non fa nessun tipo di domanda; neanche di tipo retorico. In secondo luogo non si parla di “pose arroganti”: Galo dice a Lio semplicemente di non fare l’altezzoso, in pratica.

Terzo, Galo utilizza una formula di sfida alquanto forte, diretta: per la precisione dice “combattiamoci in maniera corretta e non codarda”. Ciò dato, mi verrebbe da dire quindi che era quasi praticamente d’obbligo tradurre questa frase usando la nostra efficacissima resa “da uomo a uomo”. Perché, vi state domandando?

Innanzitutto perché mi viene difficile immaginare una trasposizione del senso di questa frase più forte di “affrontami da uomo a uomo”. E poi perché Galo nel corso del film, l’abbiamo detto qualche paragrafo addietro, fa molto spesso riferimenti a questo suo voler essere e apparire maschile, macho, un figo potremmo anche dire. Sarebbe quindi stato non solo un modo efficace per tradurre la frase ma anche coerente per rendere anche in questo frangente la caratterizzazione del protagonista.

2)

Il primo scontro tra Galo e Lio si sposta dal tetto del grattacielo in fiamme ad altri edifici per poi tornare sul primo. Lio genera una spada dalle fiamme che bruciano ai suo fianco e Galo dice:

«一騎打ちか!»

La frase Dynit è stata: «Uno contro uno, eh?»

Frase che, certo, è una delle possibili rese di quell’espressione ma… stavano già combattendo uno contro uno. La resa più fedele probabilmente non può che essere:

«Un duello, eh?»

Assodato che i due già stavano combattendo uno contro uno, il senso della scena è che Lio propone a Galo di cambiare modalità di scontro, un combattimento all’arma bianca. Quindi più propriamente, per l’appunto, un “un duello”.

3)

Galo riesce a rompere la maschera di Lio ed esclama:

«何だ まだガキじゃねぇか»


La resa Dynit è stata: «Che cosa?! Ma sei solo un moccioso

Una resa più corretta trovo però che sarebbe dovuta essere: «Che cosa?! Ma sei solo un ragazzo

Gaki (ガキ) significa “diavolo affamato”, ed è un termine che viene impiegato per riferirsi in maniera dispregiativa o sottostimativa a individuo di giovane età. E con individuo giovane non si intende in giapponese per forza un bimbo, un bambino, ma anche un ragazzino o al massimo un adolescente. Quindi anche un quindicenne, un sedicenne (giapponese!) può essere visto come un gaki. Moccioso invece in italiano indica un bambino, prettamente un bambino piccolo: sono questi infatti che, piangendo, fanno sì di avere il moccio che gli cola giù dal naso. Può anche essere utilizzato nei confronti di un giovane uomo per compararlo a un bimbetto, ma tenere conto di questo è totalmente ininfluente.

Infatti trovo dunque che il significato che qui porta con sé il gaki utilizzato da Galo è semplicemente quello di “ragazzo”, con in più in allegato un senso di disprezzo.

Il perché è chiaro. Si potrebbe pensare che dopo la rottura della maschera Galo possa anche avere, l’impressione di avere davanti in realtà un bambino, dati i lineamenti efebi di Lio. Tuttavia poi quest’ultimo subito gli ribatte con: “Senti chi parla!”.

Galo però non è mascherato, Lio lo vede che non è un bambino. È un ragazzo. In base ai dati ufficiali un ragazzo di età compresa tra i sedici e i venticinque anni circa. Di conseguenza il senso di quello che dice Galo io reputo che non possa che essere cose del tipo “Ma sei solo un ragazzo!”. Altrimenti non avrebbe senso che Lio replichi con “Senti chi parla”.

4)

Galo va a restituire la medaglia a Kray e durante la discussione afferma:

«むやみに殺していいはずがねぇ!»


La frase Dynit doppiata è: «Non si può ucciderli senza motivo!»

A livello di sottotitoli invece abbiamo avuto:

«Ma non li si può uccidere senza motivo!»

Cambio di forma, ma stesso errore a mio avviso: lo sbaglio qui ritengo che stia nel non aver implementato la declinazione che hazu dà all’intera frase in originale. Se una frase in giapponese termina con hazu, significa che il parlante non è sicurissimo di quanto sta dicendo. Perciò io per questa frase opterei per rese come:

«Non credo ci sia una ragione valida per ucciderli!»

Insomma, sono dell’idea che qui Galo è piuttosto sicuro di quello che dice, ma lascia aperto anche uno spiraglio per ripensamenti. Spiraglio che Kray prova quindi a sfruttare, mostrandogli la verità sul destino del pianeta.


5)

In questa sequenza ci sono dei curiosi giochi di parole. Uno che non era possibile rendere e l’altro che secondo me era possibile. Qui vediamo Lio in forma drago e la Freeze Force di Vulcan che gli dà addosso. Quando stanno per attaccare, Lio grida:

«目障りだ! 消えろ!»

La frase Dynit è stata: «Sei d’intralcio, SPARISCIII!!!»

Questa la mia proposta:
«Siete polvere negli occhi! SPARITE!!!»

Sì, lo so cosa state pensando: non è il massimo della naturalezza. Tu quoque, Brute, fili mii. Tuttavia qui trovo sia necessario rendere in qualche modo il gioco di parole che lega questa battuta e le successive battuta dette da Vulcan, per rispettare quella che è una delle caratteristiche delle produzioni Trigger, quella di fare abitualmente e a vari livelli giochi di parole nelle proprie opere.

Ma prima di questo, diciamoci queste due cose: 1) In realtà, è evidente, no?, Lio sta parlando a tutta la Freeze Force, non solo a Vulcan, e perciò io sono per il plurale. 2) Sveliamo poi una curiosità.

Prima ho detto che in questa frase ci sono due giochi di parole, uno traducile e l’altro no. Per quel che concerne quest’ultimo il gioco di parole riguarda i vari significati del termine kiero (消えろ), forma imperativa del verbo intransitivo kieru (消える). Kieru può significare sia svanire sia estinguersi, nel senso di spegnersi. È un verbo che quindi ha a che fare con il fuoco. E Lio è personaggio che genera e manipola le fiamme. Se per un verso il senso di quello che dice alla Freeze Force è un semplice “Sparite!” dall’altro porta con sé anche il significato di “estinguersi”. Quindi è anche come se dicesse “spegnetevi”. Impossibile rendere questa ambivalenza in italiano.

Il gioco di parole principale sta però nella prima parte della frase in quanto, come scritto prima, si collega alle battute di Vulcan che seguono, quando il colonello gli si lancia contro e dice sicuro di sé “Non sottovalutarmi!” (e non “Ora basta!”) e quando poi dice stupefatto “Con la palpebra??” nel momento in cui Lio lo blocca per l’appunto con la palpebra. Proprio come… se fosse stato considerato a tutti gli effetti solo e soltanto un mero granello di polvere! Granello di polvere, Vulcan, che fa parte agli occhi di Lio di un pulviscolo che gli sta andando incontro, la Freeze Force. Roba piccola, avversari di poco conto in altre parole. E che cosa vuol dire mezawari (目障り)? Vuol dire “ciò che blocca la vista e/o fa male agli occhi”! Per questo, per cercare di restare fedele il più possibile, io su ho optato per utilizzare l’immagine di un pulviscolo di polvere.

Un’alternativa a cui avevo pensato è “Insetti, sparite tutti dalla mia vista!”, tuttavia per quanto efficace a livello recitativo poi non si lega benissimo con le battute di Vulcan.

6)

Galo cerca di fermare l’iracondo Lio. Nel farlo gli grida contro:

«てめえの逆ギレ炎なんざこれっぽっちも熱くねぇ!俺の燃える火消し魂のほうが100万 10倍・・・熱いんだよ!»


La battuta Dynit è stata:

«Sappi che la fiamma della tua rabbia mal diretta, non scotta affatto per quanto mi riguarda. La mia anima di pompiere arde, cento volte, più calda!!»

Questa invece una più corretta traduzione:

«Sappi che la fiamma della tua rabbia non scotta affatto per quel mi riguarda!! Il mio spirito di pompiere arde di un milione e dieci volte… PIÙ CALDO!!!!»

Lasciando perdere quel “fiamma mal diretta”, che io sono per il tagliare perché penso che sia superfluo e soprattutto perché secondo me non è un termine molto da Galo (lo è in giapponese, ma non nella sua resa in italiano)… al di là di questo, l‘errore grosso in questa frase sta nella cifra della temperatura che dichiara Galo: lo spirito di Galo, dice lui in originale, non è più caldo di quello di Lio solo di cento volte… ma addirittura di un milione e dieci volte di più! Ossia, è più caldo di dieci milioni di volte!

(Ciao Kamina, ci sei mancato!)

7)

Kray sputa addosso a Galo tutto il veleno che serbava dentro. A un certo punto del suo dialogo, al giovane specifica questo:

«お前の世話をしたのは 成 り行きだ»

Frase che nell’edizione Dynit è: «Mi sono preso cura di te solo per capriccio».

Come “per capriccio”? Eppure la scena che l’accompagna credo che parli chiaro: Kray brucia senza volere la casa di Galo e quest’ultimo, scappando, si ritrova tra le braccia del primo. Quello che Kray dice in originale a maggior onor di fedeltà trovo che sia qualcosa come:

«Mi presi cura di te solo per coincidenza».

La parola che usa il Governatore, nariyuki (成り行き), non era a mio avviso da tradurre con “capriccio”, ma con “conseguenza”. Naturale conseguenza, per la precisione. Dunque Kray dice a Galo che si era preso cura di lui non perché all’improvviso l’ha desiderato (questo è un capriccio, un desiderio forte, improvviso e che può portare a reazioni anche esagerate), ma solo e soltanto perché…. perché si è trovato lì. E perché era logico, la cosa più naturale, che dovesse fare così.

Insomma, Kray non aveva nessuna intenzione di salvare Galo. E Galo si è ritrovato tra le braccia di Kray per mera coincidenza, per forza di cose: quando è scoppiato l’incendio, Kray per puro caso si trovava proprio davanti alla porta dove il piccolo è uscito, e l’allora studente non poteva fare altro che prenderlo fra le braccia.

8)

Lio, una volta ripresosi in seguito alla tecnica di rianimazione operata da Galo, lo invita… a salire di nuovo al bordo nel Super Mecha. Tant’è che in originale gli dice:

«乗ろう もう一度»

Ossia: «Imbarchiamoci di nuovo».

Per un motivo che non mi spiego nella versione Dynit gli sentiamo invece dire:

«Fai ardere la tua anima. Ancora una volta».

TRADUZIONI SBAGLIATE DI NOTEVOLE GRAVITÀ

E giungiamo infine a parlare delle traduzioni sbagliate di notevole gravità, per una ragione o per un’altra. Partiamo prendendo in considerazione questo pezzo di dialogo di Galo:

1)

«マトイは大昔 身体ひとつで火を消した男たちの気合いの象徴だ !»

Traduzione Dynit:
«Il Matoi è un vessillo! Il simbolo dello spirito combattivo di coloro che estinguevano le fiamme col proprio corpo!»

Come…? Con il proprio corpo?

Cioè, immaginate la scena: pompieri giapponesi che spengono gli incendi… a suon di spanciate a torso nudo! Dài, non era da localizzare così questo segmento di frase.

Segmento di frase che è stato portato a noi TROPPO letteralmente. Il senso di quel karada hitotsu de (身体ひとつで), non è “con il proprio corpo” ma “con le proprie forze”. Una traduzione più corretta sarebbe dovuta essere quindi ad esempio:

«Il Matoi è un vessillo! Simbolo dello spirito degli uomini che estinguevano le fiamme con le sole proprie forze!»

Infatti, in genere, dovete sapere che i pompieri giapponesi di secoli fa non avevano sempre a disposizione sufficiente acqua per estinguere gli incendi, soprattutto quelli di una certa estensione. Allora che cosa facevano? Beh, principalmente… abbattevano le case intorno a quella incendiata! Non avendo nulla da bruciare, il fuoco smetteva di autoalimentarsi e finiva per spegnersi!

E per abbattere le case, sì, utilizzavano precisi strumenti ma soprattutto, di base, impiegavano le loro stesse energie. Non si rifacevano sempre ad agenti esterni come l’acqua per l’appunto. Era in pratica spesso una questione di muscoli e fatica.

2)

はた迷惑な炎は消してやるよ. 燃えて消すのが俺の流儀だ.

Nell’edizione Dynit tale duo di battute pronunciate da Galo è stato reso così:
«Le fiamme sono una vera seccatura, quindi (l’anima/lo spirito) deve ardere per spegnare gli incendi! Questo è il mio stile!»

Dunque, vediamo cosa abbiamo in originale. Abbiamo innanzitutto: はた迷惑な炎

はた迷惑 = problema, seccatura, fastidio PER altre persone

な lega determinante e determinato e il determinato è 炎, le fiamme, il fuoco.

La particella wa è quella che indica il fatto che ciò che la precede è il tema e quindi “Per quel che concerne il fuoco che dà problemi (agli altri)…” KESHITEYARU YO (消してやるよ).

La particella finale yo possiamo vederla come l’equivalente del nostro punto esclamativo, mentre keshiteyaru è l’unione del verbo kesu (消す), che vuol dire spegnere, e di TEYARU (-てやる) che dà a KESU l’accezione di un’azione che si fa a favore di altre persone (il suo impiego in genere è questo).

Di conseguenza, mantenendoci abbastanza letterali: “Per quel che concerne il fuoco che dà problemi (agli altri), lo si spegne (per gli altri)”. Adattato può diventare:

«Il fuoco è un grosso problema, per tutti, e quindi va spento».

A seguire Galo aggiunge: “燃えて消すのが俺の流儀だ, ossia «E spegnere bruciando (che cosa? Il fuoco) è il mio stile, è il mio modo, la mia maniera di combattere gli incendi».

Mettendola in italiano corretto può a questo punto diventare:

«E il mio modo di estinguere le fiamme è quello di bruciare dentro!»

Ricapitolando, ecco la traduzione completa della battuta che io propongo:


«Il fuoco è un grosso problema, per tutti, e quindi va spento. E il mio modo di estinguere le fiamme è quello di bruciare dentro!»

Questo è quello che dice Galo, imho.

Innanzitutto perché “la seccatura” è una tipologia di problema di lieve entità, mentre qui i due stanno parlando di incendi. DI INCENDI, ripetiamolo. In secondo luogo perché la parola “stile” trovo che non sia la più esatta per rendere il senso di fondo di quello che sta dicendo il giovane vigile del fuoco, perché sembra quasi che con “stile” si stia parlando di un taglio di capelli. La parola stile si lega meglio secondo me per lo più a concetti legati all’arte, alla moda. Cozza un po’ con quanto dice Galo. Cioè penso che suonerebbe strano se avesse detto “E il mio stile di estinguere le fiamme è quello di bruciare dentro”. Inoltre, la traduzione “[…] quindi deve ardere per spegnere gli incendi” non trova a mio avviso corrispondenza col significato della battuta originale.

3)

Ignis e Vulcan battibeccano sulla validità di quanto asserito dal colonello, ossia del fatto che egli sia giustificato nell’arrestare anche Galo. Ignis a un certo punto controbatte con:

これが正当な判断か?

Battuta localizzata da Dynit con: «E il suo sarebbe un giudizio equo?»

Allora…  Mettendo in secondo piano che nel film Ignis non si rivolge mai a Vulcan in maniera cortese, gli parla sempre in forma piana e a me sembra è chiaro che tra i due c’è una certa forma di confidenza. Quindi al massimo per come la vedo io sarebbe dovuto essere “E il TUO sarebbe un giudizio equo?” Ma a parte questo, perché “giudizio equo”?

Ignis non sta parlando con un giudice, sta parlando con il comandante di un’altra squadra operativa. Vulcan, per come la vedo io, dice che Galo ha compiuto un atto contrario alla legge e di risposta Ignis gli fa notare, con una formula indiretta, che pure il suo comportamento verso il giovane potrebbe essere contro la legge. Nel corso del film c’è più di uno scontro verbale messo su questo livello. E dunque, quello che dice in originale io reputo che sia questo:

«E il tuo sarebbe un giudizio legale?»

Traduzione la cui validità sarebbe confermata da quanto viene detto subito dopo da Lio, il quale dice:

仲間内でマウントの取り合いか? 役人はつまらないな

Ossia, mia proposta: «Cos’era, uno scontro interno fra poteri? I pubblici ufficiali sono davvero noiosi».

Circa questa battuta, chissà poi perché, nell’edizione Dynit Lio dice invece:

«Cos’era, una gara a chi ce l’ha più grosso? Gli ufficiali sono davvero penosi».

Una localizzazione che secondo me non trova molta ragione in quanto i due, Ignis e Vulcan, non stanno discutendo di chi tra i due è più figo. Stanno parlando di legge. Cosa che Lio trova NOIOSA, non penosa. La pena è una sofferenza interiore. Sofferenza come ansia, compassione, imbarazzo. Lio, reputo io, è come se dicesse “E dài voi due, ma che du balle ‘sti discorsi!”.

[Apro un’altra parentesi. Nell’edizione italiana si possono riscontrare diverse espressioni che io ritengo alquanto volgari, come queste: io personalmente non ho registrato nessun elemento che mi abbia portato a pensare che date frasi dette da certi personaggi dovessero suonare nella nostra lingua in maniera così colorita: “stronzi” e compagnia bella… C’è informalità, sicuro, ci sono in singoli punti “pizzichi di pepe” (shiri, 尻, culo, chiappe)… ma reputo che in originale il linguaggio non scenda mai a livelli bassi. Si parla però di singoli punti, quanto meno.]

4)

Giungiamo infine all’errore di localizzazione secondo me più grave, poiché reputo che comprometta la giusta comprensione del finale. Lio spiega a Galo come fermare la minaccia dei promare, dicendogli che:

«奴らは不完全燃焼なんだ. 一度 完全に燃やしてやればいい»

Mi mantengo piuttosto letterale: «La loro è una combustione incompleta. Se, a loro favore, in una volta li ardiamo a pieno allora sarà bene».

Nella versione Dynit la battuta è stata localizzata nella seguente maniera:

«La loro è una combustione incompleta. Inceneriamoli tutti e sarà fatta».

Okay circa la prima parte. Il problema trovo che stia nella seconda. Come dicevo, questa è una battuta la cui traduzione penso sia di gravità pesante in quanto reputo che comprometta la comprensione del finale, cozzando in aggiunta con quanto avviene su schermo. La traduzione corretta secondo la mia opinione sarebbe dovuta essere invece qualcosa del tipo:

«La loro è una combustione incompleta. Facciamoli bruciare a pieno e sarà fatta».

La ragione per cui io propongo questa traduzione risiede nel seguente motivo: lo sventare la minaccia di distruzione da parte dei Promare non sta nel bruciarli (che poi, come può una fiamma incenerire un’altra fiamma?), ma sta nel fare in modo che quelle fiamme aliene ardano a pieno, al massimo della loro intensità. Nel fargli fare dunque una combustione completa.

L’errore secondo me sta nel fatto che la frase originale è stata, forse, intesa in un senso piuttosto stretto.

La forma verbale moyashiteyareba (燃やしてやれば) è la declinazione condizionale di moyashiteyaru, che è l’unione del verbo moyasu (bruciare, ardere) e della forma già vista in precedenza -teyaru, fare qualcosa in favore di qualcun altro. Di base moyasu è un verbo TRANSITIVO, e dunque in semplice virtù di ciò la frase dell’edizione Dynit sarebbe giusta. Tuttavia è comunque sbagliata. Vi spiego a mio avviso perché.

Per metterla in parole povere, in giapponese un verbo può essere formalmente transitivo ma avere… valore intransitivo, e viceversa! E non sempre una semplice forma piana-non passata è da rendere con nostri tempi verbali come l’indicativo presente. Ad esempio, ed è questo il caso, seppur Lio non si esprima con la forma causativa tipica della lingua giapponese, il modo con cui noi in italiano possiamo meglio rendere quanto da lui detto trovo che sia quello di utilizzare la nostra, di forma causativa (ovvero una forma verbale indicante che il nostro fare è causa del fare di qualcun altro: faccio andare, faccio scrivere, eccetera).

Applicazione questa, quella che io propongo, che riesce in tale maniera a trasporre il significato delle sue parole, così da renderle coerente con quanto mostrato nella sequenza che segue: i due protagonisti FANNO ardere a piena potenza i promare e il loro mondo viene così salvato. NON LI BRUCIANO, i Promare. Li fanno ardere, alla massima forza.

CONCLUSIONI: andiamo tutti sotto casa di Dynit? Assolutamente NO!

Concludendo, sottolineo quella che è la mia personale idea dell’edizione. Lo ridico, la mia idea:

L’edizione italiana di Promare a firma di Dynit lascia a desiderare.

Tutti i difetti elencati io li reputo dati di fatto. Cioè, fino a prova contraria non vedo spazio per controcritiche. Ma, certamente, magari è possibile dimostrare il contrario: ben venga!

In ogni caso, lo si sottolinea ulteriormente: non tutto il film è così, tuttavia io reputo che la quantità dei difetti totale secondo me non doveva essere neanche della metà.

Perciò io dunque sono della forse pungente ma personale idea, ripeto, che hanno lavorato maluccio: il film secondo me doveva avere un trattamento migliore, vista anche la sua importanza autoriale e storica. Questo è quello che penso, questa è la mia opinione.

Dynit può però magari a mio avviso rimediare. Rimediare dimostrando ulteriormente al proprio pubblico la serietà di cui ha dato prova in tutti questi anni.

Potrebbe ad esempio prendere in considerazione di apportare delle correzioni, aggiustando la traduzione a livello di sottotitoli presente sulle piattaforme streaming, o nella nuova ristampa del film che prossimamente verrà messa in commercio (sarebbe un buon modo per riproporlo alla vendita con una novità).

Appena pubblicato questo articolo scriverò alla società, per metterla a conoscenza di questo mio articolo di critica. E magari, chissà, si potrebbe ottenere una versione sottotitolata del film maggiormente curata. In ogni caso, che si riesca o meno, per me andrebbe bene comunque.

Grazie mille per l’attenzione, soprattutto se avete letto tutto da cima a fondo, e noi ci si vede alla prossima. Salutoni!

— Stregone Della Spirale

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